2017.008
do24set2017

LE QUATTRO COMPONENTI DELL’APPARENZA
fiducia, certezza, apertura ma soprattutto inganno

di Gian Franco Dettori

Vorrei che ogni pezzo che pubblicherò possa essere letto, capito e apprezzato sia nel contesto più ampio del discorso che sto affrontando nel blog, sia come un pezzo a sé stante – come annunciato nel pezzo n. 7, qui mi occuperò della prima realtà, quella da cui parte tutto, la realtà superficiale, sede dall’apparenza – dopo aver introdotto e descritto l’apparenza, ne distinguerò 4 tipi, o meglio, vi riconoscerò 4 componenti con un valore e quindi con una destinazione diversa che pertanto andrebbero riconosciute e separate consapevolmente – chiuderò spiegando il motivo che rende l’apparenza nel suo complesso ingannevole

 

La percezione e l’interpretazione del mondo esterno da parte di Pan genera nella sua mente una riproduzione approssimativa e imprecisa di ciò che ha percepito e del suo significato, con aspetti che divergono in maniera più o meno significativa dall’originale. Questa riproduzione interna è l’apparenza, che è riferita in parte alla percezione (apparenza percettiva) e in parte alla interpretazione (apparenza interpretativa), e se la percezione è una fotografia di ciò che egli raccoglie con i sensi, limitatamente a ciò che è o che gli sembra evidente, l’interpretazione va oltre la percezione, quindi va oltre l’evidenza sensibile, spingendosi a completarla in maniera personale, dandole un significato coerente con quanto egli già sa dalla sua esperienza passata o da quanto ha saputo da altre persone o dalle fonti più varie, o coerente anche con le sue aspettative, con i suoi desideri o con i suoi pregiudizi.
È importante sottolineare che l’apparenza, che è collocata interamente all’interno della mente di Pan come rappresentazione approssimativa e imprecisa, non va identificata con ciò che essa rappresenta, che invece si trova al di fuori della mente di Pan, un po’ come una mappa non va identificata con il territorio. Il rapporto di corrispondenza, che è molto diverso dall’identità, impedisce a Pan di considerare la totalità delle sue rappresentazioni interne come l’esatta riproduzione del mondo esterno e gli impone un lavoro di distinzione dell’apparenza in varie componenti, un lavoro che è in parte intuitivo ma in parte deve essere condotto razionalmente altrimenti va facilmente incontro a inganni insiti nella natura incerta dell’apparenza.


1 – Apparenza => L’apparenza è la riproduzione approssimativa e imprecisa di tutto ciò che Pan percepisce con i sensi e che è rappresentato mentalmente in maniera personale, potendo risentire in misura variabile delle sue aspettative più o meno limitanti – raramente l’apparenza si ferma a ciò che è realmente percepito con i sensi (apparenza percettiva) in quanto essa si estende anche laddove i sensi non arrivano attraverso delle interpretazioni personali la cui divergenza dalla realtà esterna può essere ancora maggiore (apparenza interpretativa).


L’apparenza è una entità localizzata all’interno della mente di Pan come rappresentazione approssimativa e imprecisa della realtà esterna percepita attraverso i sensi (apparenza percettiva) e della loro interpretazione (apparenza interpretativa) – per impedire di essere vittima dell’imprecisione dell’apparenza Pan riconosce in essa varie componenti, per la precisione quattro, ognuna delle quali ha un destino diverso nel suo riferimento.


Siccome Pan sa che l’apparenza non coincide con il mondo esterno, cioè che la realtà superficiale (posizione n. 1 del riferimento) non coincide con la realtà obiettiva (posizione n. 2), è necessaria una separazione che ogni persona effettua pressoché automaticamente, una distinzione che non è in due sole componenti, una vera e una falsa, ma in quattro: (1) componente affidabile, che diventa opinione, (2) componente certa, che è integrata nella verità, (3) componente incerta, che resta in attesa di essere collocata correttamente, e (4) componente ingannevole, quindi falsa, che è esclusa, del tutto o in parte.
La componente affidabile dell’apparenza, basata sulla fiducia, è quella preponderante, per cui Pan si fida delle sue percezioni superficiali senza indagare troppo a fondo sulla loro effettiva validità, fidandosi a volte della sua esperienza personale, quindi della statistica, a volte di persone autorevoli o affidabili, a volte di istituzioni qualificate, a volte di se stesso, magari in virtù di una sorta di pigrizia cognitiva che gli impedisce di ragionare lucidamente, a volte di una combinazione di queste fonti che egli giudica attendibili.
La componente certa dell’apparenza, che genera delle certezze che egli considera assolute e quindi indiscutibili, in senso stretto è una componente meno ampia di quanto si possa pensare perché di tutte le percezioni correnti e passate poche meritano realmente di essere considerate assolutamente vere, e Pan riserva questo privilegio solo alle percezioni talmente evidenti da non poter essere messe in discussione. A volte queste percezioni confermano certezze passate, a volte le correggono e altre volte ne creano di nuove.
La componente incerta dell’apparenza dipende soprattutto dall’apertura di cui è dotato Pan, e parte dal presupposto che non sempre è necessaria una posizione di accettazione, di correzione o di rifiuto dell’apparenza ma spesso può essere opportuno sospendere il proprio giudizio in attesa di avere maggiori informazioni a riguardo.
La componente ingannevole, quindi falsa, dell’apparenza è considerata tale a seguito di un confronto con quelle che Pan considera delle verità indiscutibili o altamente probabili, per cui essendo considerata come fonte di inganno è scartata ed esclusa immediatamente o dopo averci ragionato.
La suddivisione dell’apparenza nelle quattro componenti che sono state descritte è frutto di una analisi attenta e lucida delle percezioni e delle interpretazioni corrispondenti, un’analisi che raramente procede senza difficoltà, il che rende l’ingannevolezza una caratteristica di tutta l’apparenza, non solo della quarta componente.


2 – Fiducia => Accettazione più o meno prudente o motivata da parte di Pan di ciò che è considerato vero secondo i suoi sensi e la sua ragione, secondo la parola di altre persone cui egli riconosce autorevolezza, o secondo fonti ufficiali considerate attendibili – a volte la fiducia può essere la conseguenza di una pigrizia cognitiva che dispensa Pan da mettere in dubbio ciò che preferisce accettare come vero pur potendovi essere talvolta fondati motivi di falsità – più spesso alla base della fiducia sta una scelta volontaria dettata da ragioni di tempo e di energie mentali – nel riferimento di Pan la fiducia è frutto dell’intuizione, una intuizione più o meno supportata dalla ragione, e collega l’apparenza (posizione n. 1), in modo particolare l’apparenza affidabile, con l’opinione (posizione n. 3).
3 – Certezza => Riconoscimento da parte di Pan della veridicità assoluta di un dato di fatto a seguito di un accertamento che lo rende vero al di là di ogni ragionevole dubbio – nel riferimento di Pan la certezza ha origine da un’apparenza (posizione n. 1) che è stata sottoposta a una operazione di accertamento rigoroso e coerente che ne ha permesso il trasferimento nella verità (posizione n. 2) che in tal modo può essere confermata, quindi rafforzata, corretta, del tutto o in parte, o creata partendo da zero.
4 – Apertura => Nell’ambito di una certa percezione da parte di Pan e della interpretazione che le fa seguito, l’apertura prevede la sospensione dell’accettazione di ciò che è parso o che gli è stato riferito essere vero, ma anche del suo rifiuto o di una correzione immediata, con la sospensione di un giudizio circa ciò che sembra o che gli è stato detto essere logico, in attesa di raccogliere delle informazioni che colmino le lacune e che permettano una accettazione, un rifiuto o una correzione più consapevoli della percezione in questione o un giudizio più maturo della interpretazione corrispondente – nel riferimento di Pan l’apertura entra in gioco nel momento in cui Pan lascia che una percezione incerta resti tale in attesa che la sua natura sia accertata o falsificata e nel momento in cui una interpretazione più o meno probabile è lasciata in sospeso in attesa di dimostrazioni logiche che la confermino o che la smentiscano.
5 – Inganno => Rifiuto di una percezione in quanto eccessivamente divergente rispetto alle certezze o alle opinioni di Pan – nel riferimento viene considerata come fonte di menzogna e come tale è esclusa.


Nell’ambito dell’apparenza Pan, per poterla utilizzare come fonte di conoscenze e di opinioni, deve necessariamente distinguere delle componenti, in modo particolare quattro – (1) – la componente basata sulla fiducia è l’apparenza affidabile, di cui egli può mantenere un più o meno significativo dubbio ma che prende per buona perché in cuor suo la considera tale – (2) – la seconda componente, l’apparenza accertata, confina in maniera sfumata con la prima, essendo essa basata su una certezza assoluta che in senso stretto va comunque riservata a pochi contenuti – (3) – quando Pan ritiene di non poter prendere posizione circa l’affidabilità o circa la certezza o la falsità di alcune percezioni o delle interpretazioni successive subentra l’apparenza incerta, che è associata a una sospensione della collocazione dei contenuti dell’apparenza e che dipende dalla sua apertura – (4) – infine egli giudica falso ciò che gli sembra fonte di inganno e lo esclude da ogni ipotesi conoscitiva e interpretativa possibile – la difficoltà a riconoscere chiaramente queste componenti è una ulteriore fonte di inganno per l’apparenza.


 

Come ho annunciato nel pezzo n. 1, dopo i primi 7 preliminari, l’ultimo dei quali ha funto da ponte verso la descrizione più dettagliata del riferimento di Pan, con la descrizione dell’apparenza di questo pezzo comincia ufficialmente l’avventura in questo percorso a ostacoli irto di insidie da evitare che vorrei descrivere dettagliatamente e di cui vorrei indicare gli strumenti per non cadervi vittime e per venirne fuori nel modo migliore – il messaggio centrale di questo pezzo è che l’apparenza non è omogenea, e non è neanche semplicemente bipartita in veritiera e ingannevole ma vi si possono riconoscere almeno quattro componenti che ho cercato di descrivere per permetterne il riconoscimento consapevole e le destinazioni nell’ambito del riferimento di Pan – ciò che ho scritto alla fine del testo rende necessario un completamento del discorso che fornisca delle indicazioni per orientarsi per cui nel prossimo pezzo, il pezzo n. 9, descriverò gli errori da evitare, e nel successivo, il pezzo n. 10, mi soffermerò sui mezzi cui fare ricorso per gestire la complessità dell’apparenza

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