2017.009
do01ott2017

SUBIRE L'APPARENZA
ingenuità, arroganza, indifferenza e ottusità

di Gian Franco Dettori

Per rendere ciascun pezzo indipendente dagli altri, quindi per fare in modo che la sua lettura non richieda necessariamente la conoscenza dei pezzi precedenti, come ho scritto nell’anteprima del pezzo n. 8, nella prima parte di questo pezzo riassumerò brevemente il discorso sull’apparenza, prima dandone una definizione, poi descrivendo le sue quattro componenti, ognuna delle quali ha un destino diverso nel riferimento di Pan – nella seconda parte del pezzo riprenderò le stesse componenti dell’apparenza nella loro accezione peggiore, cioè irrazionale, che porta Pan a subire il suo rapporto con quello che percepisce e con le interpretazioni che dà completando a modo suo le incompletezze della percezione

 

Secondo Pan l’apparenza, sia quella che deriva dalle percezioni estemporanee o rievocate (apparenza percettiva), sia quella che è frutto delle interpretazioni sue, immediate o differite, o altrui (apparenza interpretativa), è data da una serie di rappresentazioni mentali della realtà esterna che non coincidono con questa stessa realtà rappresentata come una mappa non coincide con il territorio che rappresenta, il che gli impedisce di trattare l’apparenza percettiva equivalente a ciò che ha percepito e l’apparenza interpretativa come il reale significato che hanno le sue o le altrui percezioni.
Una volta che egli ha creato internamente le rappresentazioni mentali che costituiscono l’apparenza, riconosce in esse varie componenti che hanno altrettante destinazioni nel riferimento di Pan: (1) la prima componente è l’apparenza affidabile, che è basata sulla fiducia, per cui mantiene un certo grado di incertezza e viene utilizzata come fondamento per le sue opinioni; (2) poi c’è l’apparenza accertata, che invece egli considera talmente certa che la integra nella sua concezione precedente della verità, che in tal modo può essere arricchita, confermata, corretta o a volte anche negata; (3) l’apparenza incerta è tipica dei casi in cui egli non ha elementi per giudicare l’apparenza affidabile, certa o falsa per cui la mantiene in una posizione di incertezza, temporanea, con l’intenzione di rivederla e giudicarla nel momento in cui avrà più dati a disposizione, o permanente, quando il rinvio è a tempo indeterminato; (4) l’ultima è l’apparenza ingannevole, che è la componente che egli considera falsa e che rifiuta ed esclude in quanto è per lui una fonte di inganno (5). Questa differenziazione dell’apparenza in quattro componenti, pur essendo secondo Pan logica, può porre delle difficoltà, il che rende l’apparenza nel suo complesso ingannevole.


1 – Apparenza => Riproduzione mentale incerta e incompleta degli oggetti della percezione e delle loro interpretazioni in rappresentazioni imprecise e approssimative che non coincidono ma corrispondono alla realtà esterna percepita e rappresentata.
2 –
Fiducia => Scelta prevalentemente intuitiva di dare alle rappresentazioni mentali approssimative e imprecise dell’apparenza una credibilità più o meno prudente simile a quella che è riconosciuta alle certezze.
3 – Certezza => Elevazione delle proprie rappresentazioni mentali a fonte di verità oggettive e indiscutibili.
4 – Incertezza => Presa di coscienza circa l’impossibilità di assumere una posizione di accettazione o di rifiuto di una certa percezione propria o riferita da altri, presente o passata, o più spesso di una interpretazione di fatti veri o presunti.
5 – Inganno => Esclusione parziale o completa della validità delle proprie percezioni e delle interpretazioni, proprie o altrui.


L’apparenza, che può essere riferita alle percezioni correnti o passate (apparenza percettiva) o ai significati soggettivi che Pan associa loro colmando in maniera personale le lacune conoscitive delle percezioni presenti e passate (apparenza interpretativa), è una entità in cui egli riconosce automaticamente quattro componenti, basate sulla fiducia (apparenza affidabile), sulla certezza (apparenza accertata), sulla incertezza (apparenza incerta) e sull’inganno (apparenza ingannevole) – la difficoltà a collocare ciascun aspetto dell’apparenza nella componente giusta è un ulteriore motivo che la rende ingannevole.


Ciascuna componente dell’apparenza può essere utilizzata scorrettamente o correttamente, per cui Pan potrebbe subire o dominare il suo rapporto con l’apparenza, con un modo di pensare e di comportarsi che può essere irrazionale, illogico e talvolta incoerente, quando subisce l’apparenza, o razionale, logico e rigorosamente coerente, quando invece la domina.
Se Pan si fida eccessivamente dell’apparenza, pur sapendo che non tutto quello che lui prende per buono, a livello percettivo come a livello interpretativo, lo è realmente, egli si comporta da ingenuo. Se invece prende per oro colato le sue rappresentazioni mentali e le considera completamente coincidenti con la realtà oggettiva esterna fa la parte dell’arrogante, il che lo può portare a pretendere di avere ragione sia quando cerca di imporre come assolutamente ovvie le sue visioni soggettive agli altri, sia quanto giudica negativamente e rifiuta le opinioni o le certezze altrui senza riconoscere la loro validità soggettiva. L’eccesso irrazionale di incertezza si presenta con l’indifferenza, una qualità propria di chi non si sente tenuto a prendere delle posizioni o delle decisioni, preferendo la tranquillità mentale e la pigrizia comportamentale, il che a volte può essere legittimo, nel qual caso si parla di giusto disinteresse, ma altre volte no, il che conduce a una colpevole irresponsabilità. Infine, chi esclude troppo facilmente la veridicità delle percezioni proprie o altrui e la validità delle interpretazioni che ne conseguono, talvolta arrivando a negare le evidenze più chiare, dimostra di essere una persona ottusa, spesso per via di una chiusura pregiudiziale che porta a giudicare in maniera eccessivamente positiva altre certezze che la persona si sente tenuta a sostenere, costi quel che costi.


6 – Ingenuità => Considerazione eccessivamente positiva dell’apparenza che è giudicata indiscriminatamente affidabile e come tale presa come valida fonte delle proprie opinioni – normalmente la persona ingenua non pretende che le sue opinioni siano accettate dalle altre persone e come si persuade della affidabilità delle prime percezioni e delle prime interpretazioni proprie o altrui alla stessa maniera può essere dissuasa anche da argomentazioni alternative per quanto incomplete o faziose.
7 – Arroganza => Coerentemente a quanto è stato scritto nel pezzo n. 5, secondo Pan l’arroganza parte da una autostima eccessiva da parte di persone che sono assolutamente certe sia delle proprie percezioni e della propria preparazione, anche quando sono in realtà esse sono incerte, sia delle proprie interpretazioni e della propria consapevolezza, anche quando non sono basate su una conoscenza sufficiente, il tutto unito alla indisponibilità ad ammettere gli errori e alla pretesa che le altre persone riconoscano la loro superiorità.
8 – Indifferenza => Indisponibilità a prendere una posizione o una decisione partendo dal riconoscimento della natura opinabile, vera o falsa di una certa apparenza che in tal modo rimane in sospeso, più spesso in maniera permanente, cioè a tempo indeterminato, raramente in maniera temporanea, in attesa di avere maggiori informazioni a riguardo.
9 – Ottusità => Chiusura pressoché incorreggibile che porta a giudicare le proprie certezze sufficienti e la propria preparazione completa, anche quando certezze e preparazione sono riconducibili alla fiducia nei confronti di una o più altre persone considerate affidabili, per cui si negano anche le evidenze più chiare e innegabili a favore di posizioni pregiudiziali che sono legittimante con argomentazioni faziose.


Un modo irrazionale di porsi rispetto all'apparenza passa attraverso una esagerazione di una o più destinazioni – così – 1 – la troppa fiducia nell’apparenza configura un quadro di ingenuità, che nel riferimento di Pan nutre l’opinione (posizione n. 3) – 2 – considerare l’apparenza completamente coincidente con la verità (posizione n. 2), con la pretesa che anche le altre persone la accettino, conduce a un atteggiamento e a un comportamento di arroganza – 3 – rinunciare a prendere qualsiasi posizione o giudizio riguardo l’apparenza, trascurandola, significa optare per l’indifferenza – 4 – infine negare selettivamente l’apparenza prendendo per buoni solo gli aspetti di essa che convengono e sostituendo altre parti con contenuti e interpretazioni proprie o altrui cui viene fornito un supporto logico forzato conduce all’ottusità.


Da quanto scritto sopra (1) l’ingenuità (eccesso di fiducia nell’apparenza), (2) l’arroganza (accertamento improprio e illegittimo dell’apparenza), (3) l’indifferenza (sospensione irresponsabile di un giudizio sull’apparenza) e (4) l’ottusità (negazione aprioristica a faziosa anche degli aspetti più chiari dell’apparenza) rappresentano degli ostacoli che impediscono a Pan di rivolgere a ciascuna delle quattro componenti dell’apparenza la considerazione che merita.


Dopo aver descritto nel pezzo n. 8 dove è distribuita l’apparenza dopo essere stata rappresentata integralmente nella mente di Pan, siccome questa distribuzione automatica richiede una certa attenzione che non tutti le rivolgono, qui ho descritto gli ostacoli di ciascuna delle quattro destinazioni, secondo un modo irrazionale di porsi nei confronti dell’apparenza – seguirà, nel pezzo n. 10, il modo opposto di porsi, quello razionale, che permette di dominare l’apparenza, un modo che tuttavia non sempre è il migliore – il modo migliore è invece quello che promuova la gestione dell’apparenza, un modo consapevole e funzionale 

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