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2017.011
me01nov

LE CONTAMINAZIONI DELLA VERITÀ
ingenuità, superbia, autoinganno, malafede ma soprattutto ignoranza

di Gian Franco Dettori

Includere nel proprio blog il tema della verità significa dargli un significato al tempo stesso filosofico e psicologico, sociale e relazionale, epistemologico e anche scientifico, e chi dovesse cimentarsi in un argomento così delicato e impegnativo potrebbe sembrare troppo ambizioso o addirittura arrogante o superbo, ma porsi un obiettivo e cercare di raggiungerlo non significa pretendere che tutti poi lo accettino – così qui, dopo la prima realtà, la realtà superficiale, sede dell’apparenza, discuterò la seconda, la realtà essenziale, sede della verità, non una verità tra le tante ma la verità assoluta, che le comprende tutte in tutte le loro accezioni e varianti – il discorso partirà con una breve premessa sul ruolo che il riferimento di Pan vorrebbe avere per la consapevolezza e per il benessere, per poi passare a un paragone tra la verità e l’apparenza – nella seconda parte saranno descritti i modi con cui le altre realtà possono contaminare la verità

 

Come ho scritto nel pezzo n. 7, il riferimento di Pan è un modello che vorrebbe fungere da riferimento, appunto, per trarre delle conclusioni che possano promuovere o la consapevolezza o dei comportamenti verbali e non verbali funzionali al benessere personale e relazionale di una persona, una persona cui convenzionalmente ho dato il nome di Pan. Il disegno geometrico che rappresenta questo riferimento può essere percorso coerentemente con le indicazioni del modello che sto descrivendo o violando queste indicazioni, per cui accanto a un unico modello cognitivo ideale, in cui Pan rispetta le linee guida ivi presenti, vi sono numerosi casi in cui il pensiero di Pan si discosta più o meno marcatamente dal modello ideale. Questo modello, sia ben chiaro, non è espresso rigorosamente da chi lo ha riconosciuto, cioè da me che sto scrivendo questi pezzi, e nessuna persona, posto che lo accetti e che lo giudichi come un modello valido, può avere la presunzione di esprimerlo nella sua interezza, ma questo non impedisce di descriverlo, di arricchirlo, ma anche di correggerlo, considerandolo come una proposta personale aperta cui fare riferimento nei ragionamenti che precedono le proprie conclusioni o le proprie scelte comportamentali, verbali o non verbali.
In un certo senso la verità è opposta all’apparenza in quanto, mentre l’apparenza superficiale è il punto di partenza diretto o indiretto di tutte le altre realtà, e in essa vi sono varie componenti che poi si distribuiscono nelle altre parti del riferimento di Pan, la verità oggettiva è una sola, con una sola componente assoluta e indiscutibile che può essere contaminata da tutte le altre realtà, nessuna esclusa: la contaminazione proveniente dalla realtà superficiale (1), sede dell’apparenza, già vista e discussa, è l’ingenuità; dalla realtà semplice (3), sede dell’opinione soggettiva, deriva la superbia; l’autoinganno parte dalla realtà complessa (4), sede della gestione, che in alcuni casi può essere una gestione ottimale della realtà, in altri casi si tratta di una gestione disfunzionale; la malafede è frutto della contaminazione proveniente dalla realtà complicata (5), quindi dalla menzogna; infine l'ignoranza, in modo particolare quella che è già stata definita ignoranza cognitiva, è il comune denominatore che permette alle altre quattro realtà di contaminare la verità.


1 – Riferimento => modello ideale di cui si riconosce e si apprezza la validità, senza la presunzione di esprimerlo in maniera coerente ma tenendolo presente e osservandolo sia per giudicare i modi di porsi, di pensare e di comportarsi delle altre persone, sia per impegnarsi ad avvicinarsi più possibile a esso nei propri atteggiamenti, nei propri pensieri e nei propri comportamenti, il tutto per migliorare se stessi e guadagnarci in consapevolezza, serenità e benessere.
2 – Consapevolezza => osservazione del mondo e degli altri con riconoscimento degli elementi che appartengono a ciascun tipo di realtà, quindi all’apparenza (1), alla verità (2), all’opinione (3), alla gestione (4) o alla menzogna (5), con una successiva rielaborazione che porta a un miglioramento di se stessi e della qualità del proprio modo di pensare e delle proprie scelte – la consapevolezza assoluta può essere considerata a tutti gli effetti l’obiettivo ideale più alto che la specie umana dovrebbe porsi in quanto specie posta all’apice della gerarchia evolutiva rispetto alle altre specie terrestri, e in questo percorso collettivo irto di ostacoli quello maggiore proviene da esponenti della stessa specie umana che evidentemente non gradiscono un risultato di questo tipo – in questa chiave, il riferimento di Pan si pone come un insieme di indicazioni utili per favorire una consapevolezza individuale con successivi vantaggi anche collettivi.
3 – Benessere => condizione fisica, mentale e relazionale favorevole di cui gode Pan così come ogni altro essere vivente, una condizione che dipende in parte da fattori indipendenti da lui, in parte da lui, in modo particolare dai suoi comportamenti, che a loro volta dipendono da atteggiamento e pensiero – in tale chiave, considerando l’atteggiamento come il precursore del comportamento con l’intermediazione del pensiero, e con pensiero e comportamento che a loro volta condizionano l’atteggiamento, occorre agire prima di tutto sul pensiero affinché promuova dei comportamenti funzionali alla consapevolezza e al benessere.
4 – Verità => realtà essenziale, oggettiva e assoluta che parte da certezze considerate indiscutibili, si arricchisce della componente accertata della realtà apparente, comprende in sé e supera tutte le realtà soggettive, distinguendo in esse le componenti oggettive da quelle opinabili, è diversa da alcune realtà di comodo accettate convenzionalmente soprattutto per ragioni relazionali ed è completamente priva di elementi dubbi o falsi – la verità così intesa è un obiettivo molto alto, che subisce delle contaminazioni provenienti dalle altre quattro realtà del riferimento di Pan – dalla prima realtà (realtà superficiale, sede dell’apparenza) derivano delle componenti non accertate dovute all’ingenuità – dalla terza realtà (realtà semplice, sede dell’opinione) la contaminazione è dovuta alla pretesa superba che le certe opinioni, che per loro natura sono soggettive e relative, siano assolute – dalla quarta realtà (realtà complessa, sede della gestione) derivano autoinganni che a volte migliorano ma altre volte possono anche peggiorare la qualità della consapevolezza e quindi del benessere di Pan – la contaminazione dalla quinta realtà (realtà complicata, sede della menzogna) è legata alla malafede – il comune denominatore delle quattro contaminazioni della verità è l’ignoranza.


Un riferimento serve a Pan per avere delle indicazioni che servano soprattutto per migliorare la qualità della sua consapevolezza, sia con l’obiettivo di aumentare il suo benessere e sia per osservare il mondo e le altre persone riconoscendo gli elementi di verità oggettiva privi delle contaminazioni provenienti dalle altre quattro realtà del riferimento di Pan.


La prima contaminazione delle verità deriva dall’ingenuità e consiste nel pretendere che l’apparenza percettiva incompleta, non accertata e quindi potenzialmente ingannevole sia del tutto o in parte assolutamente vera.
La superbia è frutto di una autostima talmente alta da condurre le persone a considerare i propri ragionamenti e le proprie opinioni ovvi, pretendendo che anche gli altri riconoscano loro una oggettività che non hanno in quanto le opinioni sono per definizione soggettive.
L
autoinganno è la contaminazione della verità che proviene dalla realtà complessa, sede della gestione, e in generale può essere un autoinganno scelto consapevolmente o preso per buono senza la consapevolezza della sua discrepanza dalla verità oggettiva. Mentre il primo tipo di autoinganno non contamina la verità perché è adottato proprio per far fronte a una verità evidentemente scomoda o comunque migliorabile, il secondo tipo di autoinganno contamina la verità e può far bene ma può anche essere nocivo, quindi mentre il primo solitamente è associato una gestione ottimale, al secondo può corrispondere una gestione a volte ottimale e altre volte disfunzionale.
L
a contaminazione volontaria della verità da parte di chi la vuole nascondere a una o più altre persone, attivamente attraverso la menzogna, ma anche passivamente attraverso l’omissione di correzioni rispetto a chi la vorrebbe o la dovrebbe conoscere, prende il nome di malafede, che consiste nel negare, sostituire o omettere la verità con l’obiettivo di arrecare vantaggi a sé stessi o ad altre persone o di danneggiarne altre.
Le quattro fonti di contaminazione della verità sono tutte frutto dell’ignoranza di chi le subisce, non una ignoranza conoscitiva, che consiste nella mancanza o nella carenza di contenuti, ma una ignoranza più grave, riconducibile a errori cognitivi, e per questo definita ignoranza cognitiva. Questa ignoranza conduce le persone a farsi ingannare dalle apparenze, a pretendere che le proprie opinioni siano le uniche valide, a non rendersi conto che certe convinzioni personali o collettive, per quanto talvolta, ma non sempre, possano essere vantaggiose per il proprio benessere, non per questo sono anche assolutamente vere, e infine a cercare di ingannare altre persone per ottenere vantaggi che spesso violano criteri elementari di merito.


5 – Ingenuità => fiducia immotivata nelle proprie percezioni che porta a considerarle assolutamente vere anche quando sono incerte o incomplete.
6 – Superbia => autostima eccessiva che conduce alla pretesa che i propri ragionamenti e le proprie opinioni siano gli unici validi.
7 – Autoinganno => visione confortante o comoda ma falsa della realtà, che a volte è completamente funzionale, per Pan come per altre persone, altre volte può essere funzionale per Pan ma non per altre persone e altre volte ancora può sconvenire a Pan ma convenire ad altri, magari proprio quelli che si stanno approfittando della facilità con cui egli si può far condizionare o ingannare – ci sono anche i casi in cui un autoinganno è disfunzionale per tutti.
8 – Malafede => 
inganno attivo, attraverso la negazione della verità o la sua sostituzione con la menzogna, o passivo, attraverso l’omissione della verità, finalizzato ad avvantaggiare sé stessi o altre persone, spesso con danni per una o più altre persone.

9 – Ignoranza => nella sua accezione cognitiva, incapacità di riconoscere i modi con cui la verità oggettiva e assoluta può essere contaminata per via di un difetto cognitivo più o meno grave che indica una scarsa consapevolezza e quindi una minore possibilità di raggiungere un benessere al tempo stesso fisico, mentale e relazionale.


L’ingenuità consiste nel considerare una parte o la totalità delle proprie percezioni come assolutamente vere – la superbia nel dare ai propri ragionamenti e alle proprie opinioni soggettive una oggettività che non gli appartiene – con l’autoinganno si cade nella trappola di giudicare vero anche ciò che pare tale solo perché conviene, magari perché arreca benessere o conforto, anche se ciò non avviene sempre – la menzogna o l’omissione della verità sono motivate dalla malafede – alla base di tutte queste contaminazioni della verità c’è l'ignoranza, in modo particolare l'ignoranza cognitiva, che impedisce di riconoscere nella verità una condizione necessaria ma non sufficiente per la consapevolezza e quindi per il benessere.


Non sarà mai sottolineato abbastanza che proporre un modello che indichi un modo per raggiungere l’unica verità oggettiva e assoluta non significa pretendere di essere dei portatori di questo modello, anzi sono pronto a rivederlo e aggiornarlo alla luce delle osservazioni di chi vi dovesse notarvi dei difetti – la prossima realtà che descriverò sarà la realtà semplice, sede dell'opinione soggettiva, che deve partire necessariamente da una verità che sia più completa possibile e che ha come maggiori ostacoli la complicatezza e la superficialità

 

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