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2017.012
me13nov2017

DALLA VERITÀ ALL'OPINIONE
i dati di fatto oggettivi come punto di partenza obbligato delle interpretazioni soggettive che conducono alle opinioni

di Gian Franco Dettori

Il discorso sulla verità, iniziato nel pezzo n. 11, non può considerarsi concluso e di questo parlerò nella prima parte di questo pezzo, partendo dalla definizione della verità e proseguendo con i tre modi di intendere la verità stessa – nella prima parte saranno anche chiarite le fonti della verità, quando una informazione merita realmente di essere integrata nella verità e come la verità può essere aggiornata – nella seconda parte del pezzo prima tornerò sul passaggio dall'apparenza alla verità attraverso una logica scientifica, poi mi soffermerò sulla necessità di disporre di una verità completa che possa essere interpretata attraverso una logica statistica per la creazione di opinioni valide

 

Per Pan le due fonti della verità sono le sue conoscenze pregresse considerate obiettivamente vere dal suo punto di vista, che sono depositate nella sua memoria a lungo termine, e l’apparenza, i cui contributi possono confermare, correggere, negare la verità precedente o arricchirla di contenuti. In tutti e quattro i casi (conferma, correzione, negazione e arricchimento della verità precedente da parte dell’apparenza) non va considerata tutta l’apparenza ma solo la componente dell’apparenza che supera una selezione logica da cui scaturisce una verità indiscutibile, oggettiva, non una verità relativa, cioè una verità che ognuno ha come frutto delle sue esperienze, dei suoi studi e dei ragionamenti che ha fatto, ma una verità assoluta.
La verità così intesa può essere contaminata dall’ingenuità (quando si prende per buona l’apparenza senza ragionarci abbastanza, cioè senza accertarla), dalla superbia (quando si considerano le proprie opinioni personali e soggettive alla stregua di dati di fatto oggettivi), dall’autoinganno (quando si pretende che ciò che è utile o affascinante da credere è necessariamente anche vero), dalla malafede (quando la realtà dei fatti è alterata a proprio uso e consumo a scapito di benefici collettivi) e soprattutto dall’ignoranza (in generale, quando ci si illude che la propria verità personale sia l’unica valida).
Secondo il riferimento di Pan, la verità può essere intesa in tre maniere che meritano altrettanti aggettivi: la verità che deriva dall’apparenza accertata è la verità sicura, la verità da cui parte l’opinione razionale è la verità completa e la verità utilizzata per la gestione della realtà è la verità presunta. Questo non significa che esistano tante verità ma che all’interno di una verità dinamica abbiamo un ingresso (dall’apparenza) che è dato dalla verità sicura, un arricchimento che porta alla verità completa (che va verso l’opinione) e un adattamento forzato e consapevolmente funzionale che porta alla verità presunta (verso la gestione).
La verità sicura, proveniente dall’apparenza, in modo particolare dall’apparenza accertata, può essere considerata tale a seguito di un ragionamento logico rigoroso che non ammette eccezioni, secondo criteri oggettivi non negoziabili e obbligatoriamente condivisibili. Il risultato di questo accertamento è il sapere scientifico, un sapere che per definizione è universale, necessario e immutabile, che comunque ammette di essere aggiornato (non sostituito) con dei contribuiti che genereranno un tipo di sapere migliore che dia più spiegazioni della realtà.
Un limite della verità sicura può essere l’incompletezza e per questo motivo, per quanto certa, può non spiegare tutta la realtà e può non essere adeguata per fungere da punto di partenza per una opinione razionalmente valida. In tal caso la verità deve essere arricchita di contenuti che ne facciano una verità completa, l’unica che opportunamente interpretata può generare una opinione valida.


1 – Verità => realtà essenziale che parte dalle conoscenze pregresse e che può essere aggiornata dall’apparenza, in particolare da quella parte dell’apparenza sottoposta a un accertamento logico da cui scaturisce l’apparenza accertata – l’accertamento dell’apparenza va fatto partendo dalla verità precedente, che può essere confermata, corretta, negata o arricchita.
2 – Verità assoluta => insieme di dati di fatto che Pan considera indiscutibili, partendo dalle certezze pregresse depositate nella sua memoria a lungo termine a aggiornate con il contributo dell’apparenza accertata attraverso la percezione diretta di certi fenomeni che vanno sottoposti a una logica rigorosa – la verità assoluta va distinta dalla verità relativa, che è frutto delle esperienze di Pan, dei suoi studi e dei ragionamenti che ha fatto, cioè delle interpretazioni che ha dato a dei dati di fatto, il che rende la verità relativa corrispondente all’opinione soggettiva.
3 – Verità sicura => risultato dell’accertamento cui è sottoposta l’apparenza in base a criteri logici considerati come assolutamente validi – la verità sicura si oppone alla verità apparente che non è stata sottoposta a una logica abbastanza rigorosa.
4 – Verità completa => risultato della raccolta di dati provenienti da varie fonti che arricchiscono un punto di partenza iniziale vero ma incompleto – il completamento della verità, necessario per procedere con le interpretazioni che conducono alle opinioni razionali, è spesso inevitabilmente relativo, per cui se a volte è possibile disporre di tutte le conoscenze necessarie per farsi una opinione valida, più spesso non è possibile, il che rende l’opinione razionale provvisoria.
5 – Verità presunta => adattamento forzato della verità a esigenze di funzionalità che permettono una gestione della realtà altrimenti impossibile – la verità presunta serve per far fronte a una verità completa talmente sconveniente da legittimare la sua sostituzione con un’altra verità di comodo che comunque appartiene solo all’individuo o a gruppi di individui, non alla collettività.


La verità deriva interamente dalle certezze pregresse aggiornate dall’apparenza, in modo particolare dalla componente dell’apparenza che è stata accertata in maniera inequivocabile e indiscutibile – la verità che ne risulta non è relativa ma è assoluta perché l’apparenza è stata sottoposta a una logica rigorosa e coerente – all’interno della verità è possibile riconoscere tre componenti – la verità che deriva dall’accertamento dell’apparenza è la verità sicura, una verità che da sola non può essere interpretata perché incompleta – dal completamento della verità, necessario per la creazione delle opinioni, scaturisce la verità completa – quando questa verità per Pan è scomoda o quando egli preferisce cambiarla per altri motivi può far ricorso a una verità presunta, una verità considerata soggettivamente e convenzionalmente assoluta pur non essendolo in senso scientifico.


Il passaggio dall’apparenza alla verità è reso possibile da un accertamento che deve essere quanto più logico e rigoroso possibile, idealmente attraverso una logica che deve essere anch’essa assoluta e indiscutibile, la sola che possa condurre a una scienza esatta. Questa logica in realtà è più ideale che reale perché purtroppo la verità scientifica è sottoposta a tali e tante pressioni e interessi di parte che capita spesso che anche persone autorevoli spaccino per assolutamente logico ciò che in realtà non lo è con le motivazioni più varie.
Una verità assoluta, posto che possa essere raggiunta, non è tuttavia sufficiente per generare una opinione in quanto la creazione di una opinione soggettiva richiede un quadro oggettivo che sia più ampio possibile. Per questo occorre completare la verità con altri contributi sicuri che rendano la verità completa, a volte assolutamente completa, ma quando è impossibile ci si deve accontentare di una completezza relativa, tanto quanto basta per poter fare delle interpretazioni coerenti.
Una volta che Pan ha raggiunto una verità non solo certa e indiscutibile ma anche completa, essa può essere il punto di partenza dell’opinione, il che è reso possibile da una o più interpretazioni che vanno a colmare, in maniera coerente, le lacune che la verità dovesse presentare. Le interpretazioni possono essere fatte su una base concreta, cioè tenendo conto di una o più esperienze passate, proprie o altrui, vissute in prima persona o conosciute per esempio attraverso la lettura, o su una base astratta, cioè attraverso teorizzazioni o questioni di principio che fungono da riferimenti più o meno utili o limitanti cui Pan si sente tenuto ad attenersi. Questo duplice canale su cui si basa l’interpretazione dei dati di fatto, pratico il primo, teorico il secondo, basati il primo su fatti concreti e il secondo su principi astratti, è molto importante anche perché, come sarà approfondito più avanti, su di esso è fondata la classica distinzione politica tra destra e sinistra, con la destra che privilegia i fatti concreti e la sinistra che invece dà la priorità a questioni teoriche. In entrambi i casi fatti e teorie devono essere supportati da certezze indiscutibili, cioè i fatti devono essere assolutamente veri e più possibile completi e le teorie devono essere quanto più coerenti con la realtà da cui sono partite, e se la descrizione dei fatti concreti ma non completi può degenerare nella superficialità, il ricorso a teorie astratte ma non realistiche può degenerare nella complicatezza.


6 – Logica => lavoro di sintesi completa e rielaborazione rigorosa che sottopone le informazioni provenienti dalla propria conoscenza pregressa e dall’apparenza a una critica costruttiva finalizzata a estrapolarne delle certezze assolute che vanno a costituire i dati di fatto della verità, escludendo provvisoriamente qualsiasi incertezza (apparenza affidabile e apparenza incerta) ed eliminando tutto ciò che è riconosciuto come falso (apparenza ingannevole) – la logica che conduce dall’apparenza alla verità è una logica scientifica, che va distinta dalla logica statistica che invece conduce dalla verità all’opinione.
7 – Opinione => posizione personale che parte da dati di fatto certi e quanto più completi possibile, che sono sottoposti a dei ragionamenti che permettono l’interpretazione della verità secondo un punto di vista soggettivo e relativo che non può pretendere di essere imposto come assoluto – nel pezzo n. 3 l’opinione è stata definita logica e aperta – la logica dell’opinione non va intesa in senso scientifico e rigorosamente razionale, come per la verità, ma in senso statistico e intuitivo – l’apertura consiste nel riconoscere la soggettività della propria logica interpretativa senza escludere la possibile validità di logiche alternative.
8 – Interpretazione => traduzione dei dati di fatto oggettivi quanto più completi possibile in punti di vista soggettivi, cioè della verità in opinione, attraverso l’attribuzione di significati che vadano oltre ciò che è evidente e indiscutibile per condurre a un ulteriore completamento delle eventuali lacune conoscitive attraverso una logica statistica completa e a volte illuminante.


Il passaggio dall’apparenza alla verità, attraverso l’accertamento, è reso possibile da una logica assoluta che conduce a un sapere scientifico universale, necessario e immutabile – il passaggio dalla verità oggettiva, assoluta e completa all’opinione soggettiva, relativa e aperta di fronte a eventuali dati di fatto che dovessero essere raccolti, richiede un preliminare completamento della verità ed è reso possibile da una interpretazione della verità che consiste nell’attribuire ai fatti dei significati nascosti e spesso sfuggenti partendo da una logica statistica che può variare da una persona all’altra.


Mentre del rapporto tra apparenza e verità mediato da una logica rigorosa c’è poco da dire, anche se in realtà i criteri di scientificità nella società odierna sono fin troppo opinabili, il rapporto tra verità e opinione mediato da un’interpretazione intrinsecamente coerente lo trovo molto più interessante – ciò che conta di più è capire come tanto le interpretazioni della verità quanto le opinioni che ne derivano sono delle entità non assolute ma soggettive e come tali non possono pretendere di essere accettate da tutti – poi c’è anche il rapporto tra verità presunta e gestione intelligente, che sarà discusso insieme alla gestione, così come il rapporto con la menzogna sarà discusso insieme alla quinta realtà del riferimento di Pan, la realtà complicata – il prossimo pezzo sarà dedicato ancora all’opinione, alla sua generazione, ai suoi usi illegittimi e ai suoi usi corretti

 

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