R25 - IL SAPIENTE E LA SAPIENZA
>quando il sapere non è ostentato<
Il sapiente, il migliore dei quattro profili proposti, per definizione, “ha molte e profonde cognizioni, acquisite non soltanto con lo studio, ma anche attraverso l’esperienza, la meditazione, la riflessione”, quindi è al tempo stesso istruito, cioè dotato di un’ampia cultura orizzontale (conoscenza), e saggio, cioè dotato di una buona cultura verticale (consapevolezza) - la persona sapiente ha un comportamento solitamente molto disponibile al dialogo, è poco incline a imporsi nelle questioni che non la riguardano, più spesso parla quando viene chiamata in causa, e anche se argomenta razionalmente le sue opinioni con motivazioni valide non pretende di avere ragione - il sapiente può essere morbido, quando tollera silenziosamente chi fa un cattivo uso della conoscenza, sia essa reale (superbi) o presunta (arroganti), o duro, quando invece riserva a queste persone delle osservazioni e a volte dei rimproveri anche severi.
LA SAPIENZA E LA SUA GESTIONE - il punto di partenza del sapiente è che la propria cultura è frutto sì del proprio impegno ma è stata raggiunta grazie a delle condizioni predisponenti che l’hanno permessa, per cui, pur essendo un merito, molte altre persone che non sono state altrettanto fortunate e che non hanno usufruito delle stesse opportunità non l’hanno potuta raggiungere alla stessa maniera - a queste persone è richiesto solamente di non spacciarsi per istruiti quando non lo sono, cioè di riconoscere umilmente e di non nascondere la propria ignoranza conoscitiva - il mancato riconoscimento di questa ignoranza configura un quadro di arroganza, l’uso della propria conoscenza per ergersi al di sopra degli altri è tipico invece della superbia.
LO STUDIO E LA RIFLESSIONE - i due ingredienti della sapienza sono pertanto la conoscenza, risultato dello studio, e la consapevolezza, una dote che richiede un terreno predisponente significativo ma che è il risultato della propria esperienza diretta e indiretta, della propria conoscenza teorica ma soprattutto della propria abitudine a riflettere andando oltre le apparenze.
>I due ingredienti della sapienza sono lo studio che fa crescere le conoscenze e la riflessione che promuove la consapevolezza<
Gian Franco Dettori - ve06apr2018
R24<<LA CULTURA E L'IGNORANZA
IL SUPERBO E LA SUPERBIA >>R26
 
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Richiami attinenti
 
R23 - CULTURA, SAPERE E CONSAPEVOLEZZA >i vari tipi di cultura e il ruolo di educazione, esperienze e persone stimate
R24 - LA CULTURA E L'IGNORANZA >sapienti, superbi, umili e arroganti
R26 - IL SUPERBO E LA SUPERBIA >quando il sapere da risorsa preziosa monta la testa di chi lo possiede
R27 - L'UMILE E L'UMILTÀ >quando la propria ignoranza è riconosciuta senza ipocrisia
R28 - L'ARROGANTE E L'ARROGANZA >quando l’ignoranza è nascosta per esigenze emotive
R65 - L'ARROGANZA E LA SUPERBIA >l’ignoranza di chi vuol far credere di sapere e quella di chi pretende di avere ragione
R66 - LA SAGGEZZA E LA SUPERBIA >la consapevolezza limitante e l’ignoranza motivante
R67 - FIDUCIA, DIFFIDENZA, PRUDENZA >fidarsi o meno della verità, dei ragionamenti, dei consigli altrui
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