R26 - IL SUPERBO E LA SUPERBIA
>quando il sapere da risorsa preziosa monta la testa di chi lo possiede<
Secondo la distinzione che ho proposto, accanto al sapiente che conosce e che non lo ostenta, altrettanto istruito ma meno consapevole e incline a ostentare quello che sa, c’è il superbo - la superbia porta le persone ad avere una “esagerata stima di sé e dei proprî meriti (reali o presunti), che si manifesta esteriormente con un atteggiamento altezzoso e sprezzante e con un ostentato senso di superiorità nei confronti degli altri” - quindi abbiamo una conoscenza (cultura orizzontale) alta  e una consapevolezza (cultura verticale) scarsa - il superbo si trova bene con gli altri superbi che gli danno ragione, con i sapienti molli, che si rendono conto delle sue esagerazioni ma sorvolano, con gli umili che tacciono e con gli arroganti che lo stimano, mentre si scontra facilmente con i superbi con cui ci sono una o più divergenze e con cui si possono creare delle simmetrie relazionali e quindi delle liti, con i sapienti duri e con gli arroganti che per partito preso non lo accettano - distinguo i superbi morali, che parlano come vogliono per esibizionismo ma poi si comportano bene, dai superbi amorali, che invece parlano e si comportano male.
I LIMITI DELLA SUPERBIA - il superbo crede che le differenze di conoscenza siano motivo di vanto per chi conosce e motivo di condanna per chi non conosce, e che la conoscenza da sola possa fare il valore di una persona - il punto di partenza del superbo è una conoscenza e una preparazione specialistiche superiori alla media, spesso frutto di un impegno che lo rende particolarmente maturo nel settore specifico ma anche  orgoglioso fino al punto da disprezzare chi non dovesse avere una conoscenza e una preparazione comparabili in quel settore o in altri.
PARLARE SENZA FARE DEL MALE O NUOCENDO - a volte le parole del superbo gli servono per ottenere una gratificazione che comunque non fa male a nessuno, per cui gli si può permettere di parlare - altre volte però le parole scorrette del superbo possono fare sia danni diretti che danni indiretti, il che rende opportuno un pronto richiamo con la pretesa che interrompa subito.
>A volte il superbo non fa male a nessuno e va lasciato parlare, altre volte può essere dannoso e andrebbe bloccato<
Gian Franco Dettori - lu09apr2018
R25<<IL SAPIENTE E LA SAPIENZA
L'UMILE E L'UMILTÀ>>R27
 
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Richiami attinenti
 
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R28 - L'ARROGANTE E L'ARROGANZA >quando l’ignoranza è nascosta per esigenze emotive
R65 - L'ARROGANZA E LA SUPERBIA >l’ignoranza di chi vuol far credere di sapere e quella di chi pretende di avere ragione
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