R28 - L'ARROGANTE E L'ARROGANZA
>quando l’ignoranza è nascosta per esigenze emotive<
L’ultimo profilo della distinzione che ho proposto è quello dell’arrogante - il termine arrogante deriva dal verbo arrogare, che significa "pretendere o attribuirsi qualcosa che non ci è dovuto o che non ci spetterebbe", il che a livello conoscitivo corrisponde a pretendere di sapere e di avere ragione, sia quando si sostengono fatti o interpretazioni propri non scontati, sia quando si riconosce in un’altra persona o in generale in una fonte una fiducia non proprio meritata - in questo caso la carenza più grave riguarda la consapevolezza (cultura verticale), mentre la conoscenza (cultura orizzontale) può essere sbagliata ma per la legge delle probabilità, quando l’arrogante ha come riferimento una fonte casualmente affidabile, può essere corretta - l’arrogante va d’accordo e giudica positivamente solo chi condivide le sue posizioni, che giuste o sbagliate che siano hanno alla loro base una consapevolezza mediocre - riconosco un’arroganza gonfiata, di chi ha un’autostima emotiva talmente alta da rimanere cieco di fronte alle dimostrazioni di sbagliare, e una arroganza fanatica, di chi invece ha talmente bisogno di riferimenti emotivi da abboccare acriticamente a qualsiasi persona dovesse apparire convincente.
LE ESIGENZE DELL’ARROGANTE - alla base dell’arroganza c’è il un desiderio di apparire che trova espressione nell’ostentazione delle proprie certezze, che possono essere create dalla persona, o cercate all’esterno, dalle persone che appaiono emotivamente più convincenti - se queste persone hanno realmente ragione l’arrogante sostiene posizioni corrette, ma se sono arroganti loro stesse le convinzioni risultano razionalmente insostenibili.
RICONOSCERE E GESTIRE L’ARROGANZA ALTRUI - mentre quella dell’arrogante gonfiato è una colpa imperdonabile perché può avere effetti devastanti, quella dell’arrogante fanatico è una condanna di cui egli stesso è la prima vittima - di fronte a queste persone il tentativo gentile di riportarle alla consapevolezza è spesso inutile, per cui o si usa con forza la ragione per richiamarli alla consapevolezza, oppure li si lascia perdere.
>Una colpa imperdonabile o una condanna, da bloccare o da tollerare con rassegnazione<
Gian Franco Dettori - me11apr2018
R27<<L'UMILE E L'UMILTÀ
CONOSCENZA E COMPETENZA>>R29
 
Se questo richiamo vi è piaciuto potete condividerlo
sTwitter, su Facebook, su Google+, su LinkedIn o su Pinterest
usando i tasti sotto il testo
 
Richiami attinenti
 
R23 - CULTURA, SAPERE E CONSAPEVOLEZZA >i vari tipi di cultura e il ruolo di educazione, esperienze e persone stimate
R24 - LA CULTURA E L'IGNORANZA >sapienti, superbi, umili e arroganti
R25 - IL SAPIENTE E LA SAPIENZA >quando il sapere non è ostentato
R26 - IL SUPERBO E LA SUPERBIA >quando il sapere da risorsa preziosa monta la testa di chi lo possiede
R27 - L'UMILE E L'UMILTÀ >quando la propria ignoranza è riconosciuta senza ipocrisia
R29 - CONOSCENZA E COMPETENZA >ignoranti, conoscitori inesperti e conoscitori esperti
R30 - LA DITTATURA DELL'IGNORANZA >perché spesso ha successo chi ha poca cultura
R65 - L'ARROGANZA E LA SUPERBIA >l’ignoranza di chi vuol far credere di sapere e quella di chi pretende di avere ragione
R66 - LA SAGGEZZA E LA SUPERBIA >la consapevolezza limitante e l’ignoranza motivante
R67 - FIDUCIA, DIFFIDENZA, PRUDENZA >fidarsi o meno della verità, dei ragionamenti, dei consigli altrui
 
Pin It

logo lizard

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.  Se vuoi saperne di piu' o negare il consenso clicca su "cookies policy"