R44 - LA SCIENZA CHIUSA NEL PASSATO E LA SCIENZA APERTA AL FUTURO
>il progresso come ricerca di conferme o come apertura alle novità<
Nel mondo coesistono, a volte integrandosi a vicenda, altre volte contraddicendosi reciprocamente, due tipi di sapere scientifico, un tipo ortodosso e chiuso nelle certezze del passato e nelle dimostrazioni razionali e rigorose del presente, e un tipo più aperto alle novità empiriche, anche se queste non hanno quel supporto scientifico dato dalla riproducibilità e da un’accettazione da parte della comunità scientifica che solo le pubblicazioni ufficiali possono dare.
DAI FATTI ALLA TEORIA E NON VICEVERSA - idealmente la scienza dovrebbe procedere osservando i fenomeni naturali per trovarci delle costanti da cui poi ottenere delle leggi che permettano sia di evitarli o di affrontarli, qualora fossero dannosi, sia di programmarli, qualora fossero favorevoli - laddove non si dovessero trovare delle leggi che li possano rendere prevedibili o programmabili, i fenomeni si possono rifiutare nettamente, senza ammettere la loro legittimità scientifica, oppure si può aspettare umilmente (R27) che i mezzi del futuro permettano la loro spiegazione, e nel frattempo si adottano i metodi per quanto incerti e non scientificamente riproducibi per gestire nel modo migliore certi risultati - mentre l’approccio chiuso e diffidente pretende delle spiegazioni complete subito, rifiutando tutto ciò che non ne dovesse fornire, e avrebbe rifiutato qualsiasi novità priva di un supporto razionale immediato, l’approccio possibilista, aperto e anche fiducioso, oltre a usufruire dei risultati ammette i limiti attuali della scienza e si attiva per superarli - la differenza è la stessa che c'è tra chi parte da una teoria precostituita per spiegare i fatti e chi parte dai fatti per cercare teorie che li spieghino.
FAVORIRE L’APERTURA - siccome non solo la scienza ma qualsiasi disciplina e anche la consapevolezza crescono aprendosi con una fertile curiosità costruttiva alle novità e alle scoperte, una società moderna dovrebbe promuovere questo tipo di approccio a tutti i livelli, partendo da quello scolastico, in cui gli studenti dovrebbero imparare a non escludere niente e a sospendere qualsiasi giudizio in attesa di dati che permettano una posizione di chiarezza verso la verità o verso l’utilità.
>In attesa di dati certi, qualsiasi conoscenza andrebbe sfruttata senza chiusure pregiudiziali<
Gian Franco Dettori - ve04mag2018
R43<<UNA PROVA DI FORZA INCOERENTE
L’ARROGANZA POLITICA>>R45 
 
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