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R49 - L'APPARENZA CERTA
>la cultura al servizio della verità<
A volte il riconoscimento intuitivo e preliminare dei dati che meritano di essere presi per buoni senza pretese di oggettività o di assolutezza (R48) può non essere sufficiente e il compito della responsabilità è proprio quello di rendersi conto della necessità di avere delle certezze oggettive e assolute - questo succede per esempio negli esperimenti scientifici, nella costruzione di un ponte, negli interventi chirurgici o anche nelle scelte individuali come possono essere quelle in materia di salute propria o altrui, casi in cui le persone sono tenute a procedere con la massima prudenza, confrontando le condizioni e i dati del momento in corso con i propri criteri di adeguatezza che derivano da esperienze passate, accettando alcuni dati, rifiutandone altri, correggendoli o arricchendoli con ulteriori ricerche che aumenteranno la conoscenze e miglioreranno la consapevolezza (cultura orizzontale e cultura verticale, R23).
L’APERTURA COME TERZO LIVELLO CULTURALE - le quattro condizioni che fanno crescere le verità che una persona considera assolutamente e oggettivamente certe sono:
1 - un senso di responsabilità che segnali la necessità di disporre di dati certi
2 - dei contenuti esperienziali da confrontare con la situazione corrente
3 - una consapevolezza che consenta sia di confrontare tali contenuti con quelli con cui si ha a che fare, sia un lavoro di astrazione con il quale valutare anche contenuti che non rientrano nella propria esperienza diretta
4 - un’apertura che riconosca i limiti della propria esperienza passata e della propria consapevolezza presente per accettare di ricorrere all’aiuto di altre persone, ma anche di aumentare la propria esperienza e di migliorare la propria consapevolezza
- l’apertura così intesa rappresenta il terzo livello culturale dopo i due che sono già stati descritti (R23).
EDUCARE ALL’APERTURA - da ciò deriva che un insegnamento che comprenda solo dati teorici con la pretesa di una loro accettazione acritica e fideistica è non solo sterile da un punto di vista cognitivo, ma nocivo in quanto abitua le persone che ricevono tali dati a non ragionare, delegando questo compito così delicato a persone spesso sconosciute - pertanto sia la scuola che i percorsi di formazione di altro tipo dovrebbero includere necessariamente, oltre ai contenuti, anche i ragionamenti che li hanno generati e l’apertura ad accettare eventuali ragionamenti diversi dai propri nell’ambito di un confronto reciprocamente fertile e costruttivo.
>I soli contenuti aumentano le conoscenze ma limitano la consapevolezza e bloccano l’apertura<
Gian Franco Dettori - gi10mag2018
 
R48<<L'APPARENZA AFFIDABILE
L’APPARENZA INCERTA>>R50
 
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Richiami attinenti
 
R6 - IL MODELLO DI PERSONA COERENTE >un riferimento logico-pragmatico non sempre esemplare
R21 - IGNORANZA E MALAFEDE >quando l’ignoranza non è una colpa e quando può creare molti guai
R23 - CULTURA, SAPERE E CONSAPEVOLEZZA >i vari tipi di cultura e il ruolo di educazione, esperienze e persone stimate
R24 - LA CULTURA E L'IGNORANZA >sapienti, superbi, umili e arroganti
R29 - CONOSCENZA E COMPETENZA >ignoranti, conoscitori inesperti e conoscitori esperti
R30 - LA DITTATURA DELL'IGNORANZA >perché spesso ha successo chi ha poca cultura
R44 - LA SCIENZA CHIUSA NEL PASSATO E LA SCIENZA APERTA AL FUTURO >il progresso come ricerca di conferme o come apertura alle novità
R46 - VARI TIPI DI APPARENZA >fiducia, certezza, incertezza, diffidenza
R47 - LA DISTRIBUZIONE DELL'APPARENZA >dall’apparenza all’opinione, alla verità, all’apparenza stessa o alla menzogna
R48 - L'APPARENZA AFFIDABILE >statistica, intuizione e maturità al servizio dell’opinione
R50 - L’APPARENZA INCERTA >onorare la conoscenza rinunciando a contaminarla
R51 - L'APPARENZA INGANNEVOLE >l'arroganza di chi crede di sapere e la sapienza di chi sa di non sapere
R67 - FIDUCIA, DIFFIDENZA, PRUDENZA >fidarsi o meno della verità, dei ragionamenti, dei consigli altrui
 

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