R62 - VERITÀ PIÙ O MENO COMPLETE
>i due criteri che danno valore a una conoscenza<
La prima distinzione della verità (R61) è quella tra:
1 - un’unica verità oggettiva e assoluta, intesa come complesso di conoscenze condivise e indiscutibili, e
2 - tante verità soggettive e relative, intese come conoscenze che una persona o un gruppo di persone hanno a seconda della fiducia nelle loro percezioni, nelle rievocazioni o nelle fonti esterne di informazioni
- la seconda distinzione riguarda la completezza di una certa conoscenza, con entrambe le componenti, assoluta e relativa, ed è un continuo che ha a un estremo il minimo della completezza, all’altro estremo il massimo della della completezza - così il valore di una conoscenza dipende da due criteri:
1 - dal suo grado di certezza, quindi di assolutezza
2 -  dalla sua completezza, con le componenti assolute della verità che pesano più rispetto a quelle relative
- questo significa che, confrontando due versioni di uno stesso argomento, la versione che vale di più conoscitivamente è quella più oggettiva ma anche più ricca di contenuti, quindi più completa.
COGLIERE O CERCARE, RAGIONARE, PRETENDERE - il completamento, e quindi l’arricchimento di una conoscenza  passa attraverso la raccolta di informazioni, in parte con uno sforzo attentivo anche minimo rispetto alle esperienze in corso, cogliendo gli aspetti informativi più salienti, in parte con una ricerca attiva di contenuti nuovi da confrontare con i precedenti, in ogni caso sapendo filtrare razionalmente tutto per raggiungere una certezza più alta possibile anche con la ricerca di conferme - resta comunque prioritaria la necessità di riconoscere i casi in cui una persona, non potendosi accontentare di una verità incerta, ha bisogno di dati quanto più possibile certi e oggettivi - come è già stato scritto (R49) affinché le verità oggettive crescano, sono necessarie quattro condizioni:
1 - senso di responsabilità
2 - esperienza passata
3 - consapevolezza e capacità di astrazione
4 - apertura e umiltà.
INCERTEZZA, INCOMPLETEZZA E APERTURA - in questo discorso è quindi prioritaria la consapevolezza del grado di certezza e di completezza di una certa conoscenza, nel senso che prima di tutto occorre chiarire a sé stessi quanto si è realmente sicuri e quante sono le informazioni che mancano - questa consapevolezza deve poi essere trasferita al comportamento, sia verbale, nelle relazioni con le persone con cui ci si confronta, sia non verbale, nelle scelte che derivano dalle proprie convinzioni - e, in caso di incertezza e di incompletezza, è imperativo essere umili (R27) e aperti (R52, R53) per riconoscere i limiti delle proprie conoscenze e per aumentare il loro valore.
>Per dare valore ai propri comportamenti occorre curare la certezza e la completezza delle proprie conoscenze con umiltà e apertura<
Gian Franco Dettori - ve22giu2018
R61<<LE VERITÀ E LA VERITÀ
LA VERITÀ PRESUNTA>>R63
 
Se questo richiamo vi è piaciuto potete condividerlo
usando i tasti sotto il testo
 
Richiami attinenti
 
R61 - LE VERITÀ E LA VERITÀ >soggettività relativa e oggettività assoluta
R63 - LA VERITÀ PRESUNTA >come spesso contaminiamo le nostre certezze
R64 - VERITÀ E FUNZIONALITÀ >inganni e autoinganni, funzionali e disfunzionali
R52 - APERTURA E OTTUSITÀ >contenuti, interpretazione, funzionalità
R53 - LA MODERAZIONE DELL’APERTURA >ingenuità, condizionabilità, utilitarismo
R46 - VARI TIPI DI APPARENZA >fiducia, certezza, incertezza, diffidenza
R47 - LA DISTRIBUZIONE DELL'APPARENZA >dall’apparenza all’opinione, alla verità, all’apparenza stessa o alla menzogna
R48 - L'APPARENZA AFFIDABILE >statistica, intuizione e maturità al servizio dell’opinione
R49 - L'APPARENZA CERTA >la cultura al servizio della verità
R50 - L’APPARENZA INCERTA >onorare la conoscenza rinunciando a contaminarla
R51 - L'APPARENZA INGANNEVOLE >la sapienza di chi sa di non sapere
R5 - 1° RICHIAMO ALLA COERENZA DEL 2018 >una dote facile da pretendere ma difficile da vivere
R6 - IL MODELLO DI PERSONA COERENTE >un riferimento logico-pragmatico non sempre esemplare
R21 - IGNORANZA E MALAFEDE >quando l’ignoranza non è una colpa e quando può creare molti guai
R23 - CULTURA, SAPERE E CONSAPEVOLEZZA >i vari tipi di cultura e il ruolo di educazione, esperienze e persone stimate
R24 - LA CULTURA E L'IGNORANZA >sapienti, superbi, umili e arroganti
R25 - IL SAPIENTE E LA SAPIENZA >quando il sapere non è ostentato
R26 - IL SUPERBO E LA SUPERBIA >quando il sapere da risorsa preziosa monta la testa di chi lo possiede
R27 - L'UMILE E L'UMILTÀ >quando la propria ignoranza è riconosciuta senza ipocrisia
R28 - L'ARROGANTE E L'ARROGANZA >quando l’ignoranza è nascosta per esigenze emotive

 

Pin It

logo lizard

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.  Se vuoi saperne di piu' o negare il consenso clicca su "cookies policy"