R68 - DALL'APPARENZA ALL'OPINIONE
>come intuizione e ragione determinano una interpretazione<
Di fronte a una percezione o a una sua rievocazione a volte possiamo avere un quadro talmente certo e completo da poterci permettere di considerarlo una verità assoluta (R61) - il quadro però può non essere (1) abbastanza certo o (2) abbastanza completo:
1 - quando il quadro percepito o rievocato non è del tutto o in parte abbastanza certo ci si deve affidare alla fiducia (R46, R47, R67), per cui va considerato vero ma con una certa prudenza, nell’ambito di una verità altamente probabile ma non assolutamente certa,
2 - quando ci sono delle incompletezze queste devono essere interpretate, cioè deve essere dato loro un significato che vada oltre le evidenze certe e le ipotesi affidabili, facendo delle interpretazioni che comprendono due passaggi, (2.1) uno intuitivo e (2.2) uno razionale:
2.1 - la componente intuitiva dell’interpretazione parte dall’apparenza, in modo particolare dall’apparenza interpretativa (R46), che scaturisce da una reazione immediata e involontaria alla percezione corrente o alla rievocazione di certi contenuti conosciuti o esperienziali,
2.2 - la componente razionale dell’interpretazione parte dal risultato dell’interpretazione intuitiva, che sottopone a un’analisi critica basata su una teoria logica coerente dopo la quale possiamo avere:
a - una conferma
b - un rifiuto
c - una correzione
d - un arricchimento
o una combinazione di queste.
MATURITÀ E OPINIONE - i risultati delle due interpretazioni dipendono da altrettanti tipi di maturità, per cui abbiamo una maturità intuitiva o debole, responsabile dell’interpretazione intuitiva, e una maturità cognitiva o forte, che invece è responsabile dell’interpretazione razionale - mentre la maturità intuitiva scaturisce da una reazione immediata che nella sua forma più essenziale non richiede ragionamenti, la prerogativa della maturità cognitiva nella sua forma essenziale è quella di prescindere da qualsiasi intuizione, quindi da pregiudizi, aspettative o desideri, propri o altrui, ma di fondarsi completamente sulle proprie certezze assolute e su una logica rigorosa e coerente che non può essere mai trascurata.
CONSAPEVOLEZZA, UMILTÀ E OPINIONE - al di là dell’interpretazione che scaturisce dai due contribuiti intuitivo e razionale, ogni persona deve essere consapevole delle proprie risorse e dei propri limiti (R27), dedicandosi agli ambiti che conosce meglio ed evitando di cimentarsi in contesti nei quali è impreparata - una società sana (R31) è quella in cui ognuno lascia che siano altre persone a esprimersi nei rispettivi ambiti di competenza, dedicandosi specificatamente a ciò che sa e a ciò che sa fare meglio, coerentemente con le sue migliori attitudini naturali.
>In una società sana ogni persona dovrebbe esprimersi negli ambiti che conosce meglio, evitando di cimentarsi laddove non è preparata<
Gian Franco Dettori - ma03lug2018
R67<<FIDUCIA, DIFFIDENZA, PRUDENZA
LA RICERCA DI UN'OPINIONE SEMPLICE>>R69
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Richiami attinenti
 
R46 - VARI TIPI DI APPARENZA >fiducia, certezza, incertezza, diffidenza
R47 - LA DISTRIBUZIONE DELL'APPARENZA >dall’apparenza all’opinione, alla verità, all’apparenza stessa o alla menzogna
R52 - APERTURA E OTTUSITÀ >contenuti, interpretazione, funzionalità
R53 - LA MODERAZIONE DELL’APERTURA >ingenuità, condizionabilità, utilitarismo
R61 - LE VERITÀ E LA VERITÀ >soggettività relativa e oggettività assoluta
R62 - VERITÀ PIÙ O MENO COMPLETE >i due criteri che danno valore a una conoscenza
R63 - LA VERITÀ PRESUNTA >come spesso contaminiamo le nostre certezze
R64 - VERITÀ E FUNZIONALITÀ >inganni e autoinganni, funzionali e disfunzionali
R67 - FIDUCIA, DIFFIDENZA, PRUDENZA >fidarsi o meno della verità, dei ragionamenti, dei consigli altrui
R69 - LA RICERCA DI UN'OPINIONE SEMPLICE >il ruolo dei fatti e della teoria nelle interpretazioni
R23 - CULTURA, SAPERE E CONSAPEVOLEZZA >i vari tipi di cultura e il ruolo di educazione, esperienze e persone stimate
R24 - LA CULTURA E L'IGNORANZA >sapienti, superbi, umili e arroganti
R25 - IL SAPIENTE E LA SAPIENZA >quando il sapere non è ostentato
R26 - IL SUPERBO E LA SUPERBIA >quando il sapere da risorsa preziosa monta la testa di chi lo possiede
R27 - L'UMILE E L'UMILTÀ >quando la propria ignoranza è riconosciuta senza ipocrisia
R28 - L'ARROGANTE E L'ARROGANZA >quando l’ignoranza è nascosta per esigenze emotive
R29 - CONOSCENZA E COMPETENZA >ignoranti, conoscitori inesperti e conoscitori esperti
R30 - LA DITTATURA DELL'IGNORANZA >perché spesso ha successo chi ha poca cultura
R42 - COMUNICAZIONE, CULTURA, FALSE NOTIZIE E INTERNET >come una risorsa culturale può diventare un limite e come porvi rimedio
R44 - LA SCIENZA CHIUSA NEL PASSATO E LA SCIENZA APERTA AL FUTURO >il progresso come ricerca di conferme o come apertura alle novità
R65 - L'ARROGANZA E LA SUPERBIA >l’ignoranza di chi vuol far credere di sapere e quella di chi pretende di avere ragione
R66 - LA SAGGEZZA E LA SUPERBIA >la consapevolezza limitante e l’ignoranza motivante
R31 - LO STATO DI SALUTE DI UNA SOCIETÀ >educatori, amministratori e terapeuti rispetto alla salute di una società
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