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R74 - UN ALTRO LEADER DEBOLE E INCOMPLETO 
>al di là del carisma e dei metodi con cui riesce a fare colpo sull'elettorato, Matteo Salvini ha una vulnerabilità e una incoerenza che ne fanno un leader debole<
I fatti dicono che il segretario della Lega Matteo Salvini ha realizzato un'impresa senza precedenti nella storia politica italiana: da dicembre 2013, quando è diventato segretario della Lega, l'ha portata dal 4,09% a oltre il 35% attuale, una impresa che fa del suo partito, ormai non più confinato al solo nord Italia ma esteso a tutte le regioni, la prima forza politica nazionale, un risultato reso possibile prima di tutto dal suo carisma personale associato però a dei metodi che nascondono alcune ombre.
Il motivo prioritario che ha permesso la crescita della Lega con la sua trasformazione da partito di una sola area geografica a partito nazionale, con l'accettazione da parte di regioni prima impensabili in quanto considerate dalla stessa Lega Nord degli ostacoli alla crescita di tutta l'Italia, e con l'imposizione di Matteo Salvini a politico di fatto più potente e più influente d'Italia, questo motivo, prima ancora che nei contenuti dei programmi di Matteo Salvini, risiedono nei modi carismatici del segretario, che con la sua indole è riuscito a essere adorato e tifato in posti prima combattuti o addirittura disprezzati. La sua è stata pertanto una propaganda più emotiva che razionale, con un bombardamento rivolto a un elettorato facilmente condizionabile che giudica più in base alle apparenze potenzialmente ingannevoli che in base a dati di fatto obiettivi e incontestabili.
Infatti, accanto alle motivazioni emotive che hanno aumentato il suo potere, ce ne sono altre che lo rendono debole, estremamente vulnerabile e per questo incompleto, come altri leader del recente passato su cui mi propongo di tornare. Solo per citare alcuni dei motivi di questa debolezza: intanto ci sono le posizioni discutibili che lui ha abbracciato in passato sulla scia del partito di appartenenza; poi finora ha vissuto quasi esclusivamente di politica, peraltro con aspetti che mettono in dubbio la sua serietà; ostenta una libertà nella vita privata che provoca alcuni ma affascina altri; si concede sfizi più vicini a quelli di un normale cittadino senza doveri istituzionali che a un politico serio e responsabile del suo ruolo, ottenendo in tal modo le simpatie di un elettorato poco incline a prendere seriamente la politica; fa ricorso volentieri alla sua fede per fare colpo su chi considera la religione importante anche a quei livelli; parla di sé come di una persona coerente e rispettosa degli impegni presi, contraddicendo comportamenti anche recenti ma contando sulla accondiscendenza di cui gode; nelle relazioni esibisce sicurezza e talvolta arroganza e mancanza di rispetto laddove dovrebbe essere tollerante e diplomatico, soprattutto quando in ballo ci sono gli interessi di immagine dell'intera Nazione. Questo elenco breve e non esaustivo, come dicevo, rende Matteo Salvini debole e vulnerabile, incompleto come politico e inadeguato come rappresentante della ideologia e della cultura politica che si ritrova a rappresentare. 
Al di là di queste osservazioni bisogna ammettere che se lui è riuscito a raggiungere i risultati che sono sotto gli occhi di tutti è perché il terreno culturale in cui ha lavorato glielo ha permesso, per cui i difetti che sono stati elencati sopra, che ripeto sono solo una parte rispetto a quelli che conoscono i più informati, rispecchiano i limiti di un elettorato che almeno da quando in Italia si parla di Seconda Repubblica è più incline a scegliere in virtù delle proprie esigenze emotive e talvolta del proprio fanatismo che con la testa, delle esigenze che se sono gratificanti nell'immediato nel medio-lungo termine si potrebbero rivelare delle trappole.
Gian Franco Dettori - lu12ago2019
R73 - LA FINE DEL GOVERNO CONTE
_>>R75
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