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R75 - POLITICA E FACCIA TOSTA

>in un ambiente povero come quello italiano attuale occorre un movimento culturale che riconosca e si interessi prioritariamente dei bisogni della collettività sacrificando le individualità egoistiche< 

È opinione diffusa che il mondo della politica, per lo meno della politica attuale in Italia, è un mondo di egoismi e di ipocrisie, di incoerenze e di bugie, ma lo spettacolo cui stiamo assistendo in Italia nelle ultime settimane è talmente scandaloso da rendere inimmaginabile si possa essere mai caduti così in basso prima, in una continua escalation che comunque fa pensare che il peggio possa ancora venire. Dopo che, tra la campagna elettorale prima delle elezioni del marzo 2018, ma soprattutto l'anno successivo, tra esponenti di partiti avversari se ne sono detti di tutti i colori, prima i 5S e la Lega hanno accettato di governare insieme scrivendo un contratto e trascurando tutte le divergenze precedenti, ma quel che è peggio gli stessi 5S, dopo 14 mesi di governo all'insegna dell'ottimismo circa la prosecuzione fino alla fine della loro esperienza insieme alla Lega, si sono coalizzati con il PD con lo scopo dichiarato di voler impedire la vittoria elettorale dell'avversario comune, rappresentato da Matteo Salvini, sorvolando su oltre un anno di insulti e offendendo tutti gli Italiani (sappiamo tutti che gli altri obiettivi come impedire l'aumento dell'IVA sono stati solo delle scuse).

Tra i tanti che potrei citare, i due motivi di maggior vergogna che provo come Italiano di fronte alla nascita, dopo le elezioni del 2018, del governo 5S-Lega, ma soprattutto dopo la forzatura che ha accompagnato la formazione del governo 5S-sinistra, sono, per tutti e due i casi, la sfacciataggine con cui da entrambe le parti hanno giustificato le rispettive scelte smentendo mesi di offese reciproche, e nel caso del governo 5S-sinistra la dichiarazione di averlo fatto per impedire alla Lega, e in modo particolare a Matteo Salvini, di vincere le elezioni che si ci sarebbero state, e se il primo motivo offende perché stanno trattando gli elettori da ingenui, sapendo di poter contare su una loro ignoranza reale ma peggiorando in tal modo la stessa, il secondo motivo offende perché si sta trattando la volontà popolare alla stregua di un pericolo per la democrazia laddove la peggiore violazione per la democrazia sono essi stessi nel momento in cui trattano così l'elettorato.

Se nel 2019 in Italia siamo caduti così in basso e se l'avidità dei potere sta trionfando sulla responsabilità che non trova posto nelle gerarchie valoriali odierne non è solo per colpa di politici immaturi e indegni, sia ben chiaro a tutti i livelli e con poche distinzioni, ma è soprattutto per il clima culturale che è stato creato e che è continuamente alimentato da una classe giornalistica asservita ora da una parte e ora dall'altra, ora a un politico e ora a un altro, con rari casi di coerenza e di sincera volontà di migliorare la cultura di un elettorato che è vittima inconsapevole di lotte tra persone che lo stanno calpestando incuranti delle conseguenze immediate ma soprattutto nel lungo periodo.

In questo terreno apparentemente sterile ma tale solo perché è stato reso così dai politici con la colpevole complicità dalla maggior parte dei mass media, ciò di cui c'è maggiormente bisogno, secondo me, sono delle voci valide e affidabili che riempiano un buco culturale ormai decennale, delle voci che tutelerebbero gli interessi collettivi che vanno nella direzione della consapevolezza, intesa come ingrediente fondamentale di una libertà e di una autodeterminazione che ci sono state negate, e il fatto che noi non ce ne siamo accorti non smentisce ma conferma la nostra sudditanza nei loro confronti del potere politico e mediatico. Queste voci dovrebbero condividere una impostazione culturale che andrebbe poi arricchita con le posizioni e con le opinioni più disparate, ma sempre nel rispetto delle necessità della collettività che passano attraverso la crescita dei singoli individui, una crescita che sarebbe impedita dagli egoismi personali, sia culturali che materiali. 

Gian Franco Dettori - do15set2019

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