Già da prima che mi laureassi ero venuto a conoscenza dell’esistenza di un’apparecchiatura, messa a punto dal dottor Salvatore Rinaldi, che permetteva di trattare molti disturbi anche fortemente invalidanti non attraverso interventi impositivi rivolti verso il corpo, ovvero, verso la periferia malata, ma mediate un’azione rivolta verso il cervello, quindi verso il centro disfunzionale, senza nessuna imposizione esterna, una terapia rispettosa delle singole individualità, e soprattutto delle capacità di autoriparazione e di autoguarigione di cui ogni persona dispone ma che solitamente sono sfruttate in minima parte, delle capacità che grazie a questa terapia vengono amplificate. Andando a Firenze ancora da studente di Medicina venni a sapere che il funzionamento del cervello, da cui dipende il funzionamento del corpo può essere compromesso dallo stress, o meglio, dalla risposta disfunzionale del Sistema Nervoso Centrale allo stress, inteso non come comunemente lo si intende, cioè come una scocciatura che raggiunge o supera i limiti di sopportabilità, ma più letteralmente come aumento dell’attività del Sistema Nervoso di fronte alle aumentare richieste in corso o imminenti. Già prima che mi laureassi mio padre, nel 2006, ha comprato il CRM, e dopo la laurea ho accettato di cimentarmi nella pratica di questa terapia sconosciuta ai più. Così, dopo aver seguito il master del professor Rinaldi, dopo aver sbobinato buona parte delle sue lezioni, dopo aver letto molto materiale sullo stress e dopo aver trattato un numero significativo di pazienti che mi hanno parlato delle loro esperienze, anche qui ho costruito uno schema lineare che dalle interazioni con l’ambiente passando attraverso la risposta di stress del Sistema Nervoso Centrale e i meccanismi di adattamento portava alla maggiore vulnerabilità, alla generazione, all’amplificazione o al mantenimento delle patologie e dei disturbi. Anche qui, come nel caso dello schema di Pan, negli anni successivi ho continuato a lavorare su questo schema, che da lineare è diventato circolare e che adesso è chiaramente più completo. Qui saranno riportati sia lo schema che ho discusso il 14 dicembre 2007, alla fine del mio prima master, sia quello che ho completato negli anni successivi. Lo schema riportato qui di fianco è quello finale, di cui parlo con i miei pazienti. Mentre questo schema è descritto nella sezione dedicata ai servizi, nelle pagine dell'Ottimizzazione Neuro Psico Fisica, l'altro schema, presentato alla fine del primo master che ho fatto, nel 2007, è descritto in questa sezione. Primo schema stress Assioma di lavoro fondamentale della Ottimizzazione Neuro Psico Fisica Il logorio della vita moderna impone uno stress. Per far fronte a questo stress l’organismo realizza un adattamento finalizzato allasopravvivenza, e questo anche a costo di sacrificare la qualità della vita. Le strategie di sopravvivenza messe in atto determinano una disfunzione cerebrale. Dalla disfunzione hanno origine una o più patologie. Identità del neuropsicofisiopatologo Mentre la medicina tradizionale interviene sull’ultimo elemento di questa catena causale, trascurando tutti i precedenti, che in tal modo rimangono inalterati determinando frequenti recidive di una stessa malattia o il susseguirsi di una serie di malattie apparentemente indipendenti una dall’altra, l'Ottimizzazione Neuro Psico Fisica fatta con la CRM terapia si occupa essenzialmente della disfunzione, ottimizzando la risposta del SNC agli stress derivanti dal logorio e migliorando in tal modo lo stato neuro psico fisico e relazionale del paziente. Curando la disfunzione l'Ottimizzazione Neuro Psico Fisica corregge l’adattamento disfunzionale facendolo diventare funzionale, e in tal modo migliora anche le strategie di sopravvivenza.

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