Gli effetti della nutrizione sulla salute possono essere immediati o tardivi, in entrambi i casi positivi o negativi, di moto tale che possiamo distinguere degli (1) effetti immediati favorevoli, degli (2) effetti immediati sfavorevoli, degli (3) effetti tardivi sfavorevoli e degli (4) effetti favorevoli diluiti nel tempo.

  • 1 – Effetti immediati favorevoli della nutrizione

    Gli effetti più precoci della nutrizione sono quelli dei cibi e delle bevande che dovessero essere assorbiti per via sublinguale, ma tale via non viene considerata rilevante, anche se esistono sul mercato alcuni integratori alimentari che si avvalgono di questa via, in modo particolare per la vitamina B12. Questa via è importante per alcuni farmaci, come la nitroglicerina per l’angina pectoris e alcuni calcio antagonisti (captopril e diferipina) per l’ipertensione. Per quanto non sia significativo, il primo assorbimento è quello che si verifica nello stomaco, un processo limitato all’etanolo, con i noti effetti eccitatori piuttosto precoci rispetto al momento della sua assunzione, e ad alcuni farmaci, come l’acido acetilsalicilico e altri Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei, con effetti farmacologici. A questo riguardo va detto come l’abuso di alcune sostanze che sono assorbite a questo livello sia associato allo sviluppo di gastriti e ulcerazioni. L’organo più importante per l’assorbimento dei cibi è l’intestino, che essendo posto dopo lo stomaco, che oltre a digerire i cibi proteici funge da serbatoio sia di questi cibi che degli altri che attendono di superare la valvola pilorica, deve aspettare appunto che il piloro si apra permettendo al contenuto gastrico di raggiungere il duodeno per la prosecuzione dei processi digestivi e per i processi di assorbimento. Assorbimento dei cibi – mentre la via sublinguale è irrilevante e la via di assorbimento gastrica di pertinenza del solo etanolo, tutti i nutrienti sono assorbiti dall’intestino tenue e crasso. Mentre i tempi di digestione di un certo cibo non subiscono variazioni rilevanti, il raggiungimento del duodeno che precede la digestione può essere più o meno ritardato a seconda del contenuto dello stomaco, e anche i tempi di assorbimento sono variabili a seconda della concomitante presenza di altri cibi nel lume intestinale. Tempi di digestione e tempi di assorbimento – tra la deglutizione del cibo e l’assimilazione dei suoi nutrienti da parte del corpo ci sono i processi di digestione dei cibi e di assorbimento dei nutrienti digeriti, e se i tempi di digestione non subiscono variazioni significative i tempi di assorbimento dipendono dalla concomitante presenza di altri cibi o nutrienti digeriti nel lume che possono ritardare il processo di assorbimento. Si ricordi che nell’ambiente alcalino della bocca comincia la digestione dei carboidrati complessi, che nell’ambiente acido dello stomaco i processi di scissione dei carboidrati si interrompono per privilegiare la digestione delle proteine e dei lipidi, resa possibile dagli enzimi specifici, e che l’alcalinità dell’intestino, unito alla presenza a questo livello degli enzimi per tutti i tipi di cibi, fa sì che si completi sia la digestione dei carboidrati per cui polisaccaridi, oligosaccaridi e disaccaridi diventano monosaccaridi, sia la digestione delle proteine, per cui le catene polipetidiche, oligopeptidiche e dipeptidiche diventano singoli aminoacidi, sia la digestione dei lipidi, che sono scissi a singole molecole che opportunamente assemblate in micelle sono rese assorbili. Se consideriamo queste dinamiche si capisce che se mangiamo carboidrati semplici e complessi a stomaco vuoto questi possono passare in tempi relativamente rapidi nell’intestino per poter completare la digestione e per poi essere assorbiti. Se invece mangiamo dei carboidrati mentre lo stomaco è impegnato nei processi digestivi che gli competono (digestione delle proteine e dei lipidi), non potendo lo stomaco interrompere i processi già in atto, i carboidrati saranno costretti ad aspettare il termine del lavoro gastrico prima di poter passare nella prima parte dell’intestino tenue, il duodeno. Per questi motivi è preferibile sia non mangiare carboidrati dopo le proteine, o meglio, non mangiare cibi costituiti prevalentemente da carboidrati dopo dei cibi prevalentemente proteici, sia non mescolare tra di loro questi tipi di cibi, di modo tale che gli stessi carboidrati non si trattengano allungo nello stomaco dando una sensazione di pesantezza e creando problemi digestivi, per esempio la fermentazione acida. Digestione e assorbimento dei carboidrati – siccome i carboidrati vengono digeriti tra la bocca e l’intestino, mentre nello stomaco la loro digestione si arresta, è consigliabile mangiare cibi prevalentemente glucidici prima dei cibi prevalentemente proteici perché in caso contrario i carboidrati dovrebbero permanere nello stomaco in attesa che la digestione delle proteine finisca potendo creare appesantimento e problemi digestivi. Per quanto è stato detto gli effetti più precoci e favorevoli della nutrizione riguardano i cibi che, non dovendo essere digeriti prima dell’assorbimento, passano direttamente dal lume gastrointestinale al sangue prima di raggiungere il fegato, e siccome a livello del fegato solo il glucosio è immesso immediatamente in circolo previa valutazione della glicemia e delle necessità metaboliche del momento, nei casi in cui la persona dovesse trovarsi in una condizione ipoglicemica o di rischio ipoglicemico, gli effetti più favorevoli sono da ricondurre al mantenimento di un livello fisiologico di glicemia. Ma questi casi non sono frequenti, per cui il monosaccaride che darebbe gli effetti più favorevoli per la salute, dando al fegato la possibilità di scegliere tra varie destinazioni, è il fruttosio, contenuto soprattutto nella frutta e nel miele, ma anche nelle verdure e negli ortaggi, ovviamente a condizione che la persona non ne assuma in eccesso. Gli effetti immediati successivi sono quelli degli altri monosaccaridi, glucosio e galattosio, che possono anch’essi giovare a condizione che l’aumento della glicemia che consegue al loro assorbimento e alla loro immissione in circolo da parte del fegato non sia esagerato e che sia funzionale alle esigenze concomitanti della persona. Anche proteine e grassi hanno effetti immediati favorevoli, che sono tanto più immediati quanto minore è la loro complessità iniziale rispetto alle molecole che poi saranno assorbite e quanto meno presenti saranno altre sostanze che possano interferire nel processo di assorbimento, e che saranno favorevoli o meno a seconda delle effettive necessità nutrizionali e prestazionali della persona. Anche i micronutrienti hanno degli indiscutibili effetti favorevoli immediati, anch’essi dipendenti dallo stato di salute della persona, dalle condizioni più o meno compensate dello specifico elemento in questione e delle attività che la persona sta svolgendo o si appresta a svolgere.
  • 2 – Effetti immediati sfavorevoli della nutrizione

    I già citati effetti dell’alcol che fanno seguito al suo assorbimento gastrico vanno annoverati tra gli effetti immediati sfavorevoli della nutrizione, che in generale possono essere dovuti a eccessi o a carenze dei singoli nutrienti. Il fruttosio assorbito dall’intestino può essere dannoso in quanto, anche se la sua velocità di assorbimento è inferiore rispetto a quella del glucosio e anche se non è scontato che il suo destino sia quello di aumentare la glicemia, se assunto in quantità eccessive ha gli stessi effetti iperglicemici di un eccesso di glucosio, con tutte le conseguenze negative mediate dall’iperinsulinemia, sia sulla trasformazione del glucosio in lipidi con accumulo di grasso, sia sullo stato infiammatorio sistemico silente. Inoltre l’eccesso di fruttosio può superare la massima capacità di assorbimento dell’intestino e creare una fermentazione da cui possono originarsi sia flatulenza che dolori intestinali. Oltre agli effetti che riguardano un po’ tutte le persone, ci sono gli effetti sfavorevoli che invece subiscono solo alcune persone, in particolare quelle che hanno delle allergie o delle intolleranze verso specifici alimenti o verso classi di alimenti. Mentre le intolleranze rientrano tra gli effetti più tardivi, qui parleremo solo delle allergie. L’allergia verso un alimento o verso composti contenuti negli alimenti o in classi di alimenti si verifica quanto l’organismo produce immunoglobuline E (IgE) verso quel composto, con conseguenze variabili da alimento ad alimento e da soggetto a soggetto che possono consistere per esempio in orticaria, asma o nei casi peggiori in shock anafilattico. I tempi della reazione allergica variano da pochi minuti a qualche ora dall’ingestione dell’alimento o del composto incriminato. I sintomi dell’allergia non dipendono dalla dose assunta. Le allergie possono essere distinte in IgE mediate e IgE non mediate.
  • 3 – Effetti tardivi sfavorevoli della nutrizione

    Gli effetti sfavorevoli tardivi della nutrizione possono essere causati dalla quantità eccessiva di cibo in genere o di certi cibi in particolare, degli effetti che con differenze limitate riguardano un po’ tutte le persone, o dalla loro qualità, nel qual caso parleremo di intolleranze alimentari. Qualsiasi eccesso calorico, o meglio, qualsiasi squilibrio tra le calorie complessive ingerite e le calorie consumate, determina un accumulo di energia nel corpo sotto forma di grasso, che per le implicazioni sulla salute può essere distinto in grasso sottocutaneo e grasso viscerale. Il grasso sottocutaneo è più superficiale, distribuito prevalentemente nelle parti inferiori del corpo, natiche e cosce, ma anche nell’addome, è più sensibile all’azione dell’insulina e ha effetti meno gravi sulla salute. Il grasso viscerale è più profondo, localizzato tra gli organi interni ed è più pericoloso per la salute in quanto il suo accumulo è correlato sia al rischio cardiovascolare, sia all’insulinoresistenza, quindi al diabete di tipo II, sia al rischio di aterosclerosi. Gli eccessi di carboidrati determinano prima iperglicemia, poi iperinsulinemia, e da questa aumento degli eicosanoidi cattivi proinfiammatori e dell’infiammazione cronica silente. Oltre che tramite l’iperinsulinemia, l’iperglicemia aumenta i livelli di infiammazione cronica silente anche attraverso gli AGEs (Advanced Glycation End products ovvero prodotti finali della glicosilazione delle proteine) o glicotossine. Gli AGEs derivano da legami chimici molto forti tra molecole di glucidi e proteine che si formano sotto l’azione di temperature superiori a circa 120°C. Gli AGEs trovano su alcune cellule del corpo dei recettori detti RAGE (Receptor for Advanced Glycatio End-products, recettori per i prodotti finali della glicosilazione delle proteine), e una volte che gli AGEs si sono legati a questi recettori si avvia una sequenza di eventi cellulari che provoca aumento dei radicali liberi e dello stress ossidativo, produzione di proteina C reattiva e di citochine proinfiammatorie. In tal modo gli AGEs sono responsabili dell’aumento dell’infiammazione cronica silente sia attraverso l’aumento dei radicali liberi, sia attraverso l’aumento dei mediatori proinfiammatori, potendo inoltre determinare un accelerazione dell’invecchiamento. Gli eccessi di proteine nella dieta fanno sì che, in carenza o in assenza di carboidrati e di lipidi da utilizzare a scopi energetici, gli aminoacidi adempiano questo ruolo, facilitando una perdita immediata di peso ma stressando l’organismo, affaticando il fegato, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari e renali, causando alterazioni del metabolismo del glucosio e avendo altre conseguenze tra cui alitosi e disturbi del sonno. Avendo comunque il vantaggio di far dimagrire rapidamente le persone, un tale regime alimentare può essere adottato, dopo opportuni controlli, per un periodo limitato di tempo. Siccome i grassi non sono tutti uguali, un’alimentazione ricca di grassi avrà conseguenze diverse a seconda che si tratti di grassi saturi, presenti soprattutto nella carne, nel latte e nei latticini, o di grassi insaturi, presenti soprattutto nei pesci, nelle alghe, nella frutta secca e nell’olio di oliva. Una delle differenze più significative riguardo il differente impatto sulla salute dei grassi saturi rispetto a quelli insaturi è che i primi aumentano il rischio cardiovascolare, i secondo lo riducono. Per quanto riguarda gli effetti sfavorevoli tardivi della nutrizione, le intolleranze alimentari si verificano per una sorta di accumulo di un alimento o una sostanza alimentare che l’organismo non riesce a eliminare, per esempio, come succede in caso di intolleranza al lattosio, per deficit dell’enzima lattasi, che fa sì che il lattosio non sia scisso in glucosio e galattosio, che si accumuli nell’intestino e che crei problemi sia per effetto osmotico, cioè richiamando acqua nel lume dell’intestino, sia per fermentazione, con formazione di acidi organici, gas e acqua, con conseguenti sintomi di meteorismo, diarrea, crampi addominali, distensione addominale, flatulenza e stipsi.
  • 4 – Effetti favorevoli diluiti nel tempo della nutrizione

    Dopo quello che è stato scritto finora è facile capire come una nutrizione completa e priva di tossine dia alla persona una marcia in più, sia fisica, perché la composizione equilibrata del corpo le dà uno stato di forma ottimale, sia psicologica, non solo per gli effetti favorevoli diretti dei nutrienti di cui si è detto, ma anche perché la salute del fisico ha ripercussioni favorevoli anche sulla mente.

 
Pin It

logo lizard

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.  Se vuoi saperne di piu' o negare il consenso clicca su "cookies policy"