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Per rendere più agevole la lettura ho ritenuto opportuna una premessa personale, in cui ho cercato di chiarire che cosa è la pragmatica della comunicazione umana più o meno come è stato spiegato nel libro, fornendo degli esempi di frasi per rendere più chiaro il concetto. D’ora in poi si tenga conto che al posto del nome intero del libro utilizzerò le tre lettere PCU.
Mentre a livello intuitivo sono in tante le persone che, come si suol dire, “ci sanno fare”, a intendere che sanno fare della comunicazione efficace una loro marcia in più, finalizzata al raggiungimento di obiettivi personali o collettivi, pochi hanno saputo chiarire i rapporti che legano certi modi di comunicare, detti stimoli, a certe reazioni, dette risposte. Questi sarebbero gli effetti della comunicazione sul comportamento, per i quali esiste una disciplina che si chiama pragmatica della comunicazione, e per capire di che cosa si tratta occorre aprire una breve parentesi riferita allo studio della comunicazione come è illustrato nel libro PCU.
Una comunicazione può esser giudicata valida o adeguata secondo tre criteri, di cui si occupano altrettante discipline: (1) la sintassi si occupa della struttura della comunicazione, cioè delle varie parti del discorso nella costruzione delle frasi, per cui un esempio di frase sintatticamente scorretta è “Il sera andiamo a cenare”, dove l’articolo che precede la parola femminile “sera” è maschile e la frase è chiaramente scorretta; (2) la semantica si occupa del significato delle frasi, e se la frase “La sera andiamo a cenare” è corretta sia dal punto di vista sintattico che dal punto di vista semantico, la frase “La sera va a cenare” presenta una sintassi corretta ma è semanticamente scorretta; (3) l’oggetto di studio della pragmatica della comunicazione umana sono gli effetti comportamentali della comunicazione, per cui se sentire una frase scorretta dal punto di vista sintattico o semantico fa storcere il naso per i motivi che ho illustrato prima, una frase corretta secondo i primi due criteri può far storcere il naso per motivi pragmatici, quindi per i suoi effetti sul comportamento, come può succedere se uno sconosciuto ci dovesse dire “Stasera vengo a cenare a casa tua”.
Per chiarire come la comunicazione di una persona determina il comportamento delle altre persone con le quali interagisce qui ho fatto ricorso a un esempio limite, ma tutte le relazioni si modificano continuamente in virtù di manovre di questo tipo. Il termine manovra è utilizzato proprio per indicare un messaggio che mette in discussione una relazione cambiandola.
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